Esami universitari in stile Grande Fratello, con verifica Var

By UniversityEvents 24 Aug, 2020 144 Views 3 min

In alcune “efficienti” università del Nord gli esami prossimi venturi saranno quasi simili al confessionale del Grande Fratello, con verifica Var.

Il sistema adottato per la prova a distanza, registrerà ”… se lo studente si guarda intorno, se si alza in piedi, se prende in mano degli oggetti, se parla con qualcuno presente nella stanza”, se muove le palpebre a destra e a sinistra, verso l’alto o verso il basso, se apre programmi sul proprio computer.

La Var per gli esami universitari

Si chiama Sistema Proctoring che per ragazzi già provati dall’anomalia della vita imposta dal Covid era proprio quello che ci voleva, per affrontare step così importanti pensando di farcela o di uscirne, in ogni caso, vivi.

Sono piovute già nelle scorse settimane queste indicazioni sulle prospettive di riuscita dei ragazzi.

Un po’ ovunque sono state adottate linee guida. Nella migliore delle ipotesi la tecnologia richiesta è uno smartphone. Per il resto si arriva quasi alla stanza della tortura, partendo da requisiti definiti, minimi, e che invece minimi non sono: la doppia webcam, stampante con scanner e altre diavolerie.

Sussurri sospetti o mamma che, non consapevole, entra in camera e dice, “la pasta è pronta”, potrebbero forse invalidare l’esame. E se manca la luce, come la mettiamo, augusti e autonomi Senati accademici, quando nelle linee guida adottate si scrive, “un malfunzionamento del sistema di ripresa, connessione o inquadratura non idonea comporteranno l’annullamento della prova”.

Come la mettiamo, davvero, in un Paese che ha spostato tutto sul web avendo un deficit tecnologico pazzesco, una fibra del tutto virtuale e con professori, tra i primi, a rifiutare questo sistema poco ex cathedra, della lezione a distanza.

Rischio di ampliare le diseguaglianze

“Il grado di digitalizzazione individuale rischia di ampliare le diseguaglianze”, osserva Luca Torlai eletto nel Senato accademico all’università di Tor Vergata, la seconda di Roma.

Forse il ministro Gaetano Manfredi avrebbe dovuto essere più dirigista e assertivo, pur nel rispetto, ci mancherebbe, dell’autonomia, parola che vuol dire tutto e niente, se guardiamo al conflitto Stato-Regioni di queste settimane. Utili le considerazioni sulla temuta fuga di matricole a settembre, ma a cui devono seguire fatti concreti: abbassamento delle tasse, tenere conto dell’Isee corrente e non quello vigente basato su redditi di due anni fa, quando intorno a noi tutto sta crollando, e non è una figura retorica.

Quando in alcune linee guida si parla di “buona cooperazione tra studenti e docenti”, si deve far fede sulla maturità di tutti, non solo di una parte. Quando si legge “faremo sottoscrivere agli studenti una dichiarazione di impegno a non utilizzare mezzi e/o metodi fraudolenti per svolgere l’esame”, con l’aggiunta che “in un momento di grave difficoltà come quello attuale è immorale approfittarsene”, non si fa onore a quella che dovrebbe essere la classe dirigente del domani. Sarebbe utile ministro, da parte di tutti, ragionevolezza, flessibilità e maturità, proprio in considerazione della fase che stiamo vivendo. E forse qualche parola in più, in questo senso, avrebbe dovuto spenderla.

fonte: Huffington Post

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